Parquet: tutto ciò che c’è da sapere

Il parquet è una delle pavimentazioni più diffuse nelle case in Italia e all’estero, e anche una della più amate. Una stanza con il parquet riesce ad essere calda e accogliente, elegante e raffinata, poiché il legno dona ad ogni ambiente un aspetto confortevole e di classe. In più, nessun pavimento è uguale ad un altro, poiché le essenze, con le loro venature e colorazioni, variano da listello a listello, da asse ad asse, e possono essere mescolate in geometrie sempre nuove e gradevoli, rendendo le personalizzazioni pressoché infinite. L’uso così diffuso del parquet nel settore dell’edilizia è infatti dovuto alla bellezza e alla versatilità del legno: pensate solo a quanti tipi di essenze ci sono in commercio e a quanto può cambiare l’aspetto di una camera a seconda della scelta del parquet: una pavimentazione in wengè scura e a fasce larghe avrà sicuramente un aspetto più sofisticato ed elegante rispetto ad un parquet in rovere sbiancato con effetto neve, dal sapore moderno e innovativo.
In questa guida ci occuperemo di parquet a 360°, analizzando:
  • le diverse essenze e le loro caratteristiche
  • i diversi tipi di posa (incollata, inchiodata e flottante)
  • le diverse geometrie (spina di pesce, a cassero)
  • le soluzioni, anche fai da te, per prendersi cura del legno
  • tutte le curiosità e i falsi miti sul parquet, come l’uso in ambienti umidi o all’esterno, o la sua presunta incompatibilità con il riscaldamento a pavimento.
Cominciamo col definire i pro e i contro di una pavimentazione in parquet.

Tutti i pro di un pavimento in parquet

In primis c’è da tenere conto del fattore estetico: la bellezza del legno è il motivo principale per cui viene scelto come pavimentazione, non solo per la casa, ma anche per ambienti ricercati come alberghi e grandi uffici. Poi c’è la sensazione di comfort e calore che il parquet dona ad ogni ambiente, soprattutto a quella camera da letto, dove si può vivere ogni giorno la piacevolissima esperienza di camminare a piedi scalzi sulle assi di legno. Considerate inoltre che, oltre ad abbellire la vostra casa, un pavimento in parquet ne aumenta anche il valore d’acquisto. Le case che hanno in parquet infatti, soprattutto quello in legno massello o in essenze pregiate, possono essere vendute ad un prezzo più elevato, in quanto la pavimentazione in parquet ne aumenta il grado di lusso e quindi di valore. Installare il parquet poi è un vero e proprio investimento: questo tipo di pavimentazione resiste molto bene al passare del tempo, e può durare anche per diverse generazioni, se trattato con cura. È un materiale vivo, che spesso diventa ancora più bello negli anni, quando le colorazioni e il processo di ossidazione a cui sono sottoposti i listelli si stabiliscono. Ma le sue qualità sono numerose anche dal punto di vista tecnico: il legno è un ottimo isolante, sia a livello acustico che termico. Con una pavimentazione in parquet infatti, tutti i suoni saranno più attutiti e la vostra casa sarà protetta dal fastidioso rumore dei tacchi, dalle sedie spostate, dai passi pesanti dei bambini… insomma, il parquet si prende cura delle vostre orecchie e della vostra tranquillità in modo efficiente e discreto.
Affinché il parquet sia efficace come isolante acustico, bisogna però affidare la posa a dei professionisti, poiché se le assi vengono inchiodate in modo scorretto, da perfetto isolante rischia di trasformarsi nella principale fonte di rumore, con irritanti quanti sinistri scricchiolii ad ogni passo.
Dal punto di vista dell’isolamento termico invece, il parquet esercita una vera e propria azione di coibentazione della casa, soprattutto se si sceglie una posa flottante. In questo caso infatti, oltre alla barriera naturale creata dal legno, si va ad aggiungere quella dei materassini termici impiegati tra il massetto e le assi per migliorarne le prestazioni. Inoltre, se si utilizzano essenze resistenti agli agenti atmosferici e all’acqua come il bamboo o il teak, il pavimento in parquet offre anche una protezione dall’umidità maggiore rispetto a quella di un pavimento di ceramica. I vantaggi dal punto di vista estetico e tecnico sono dunque moltissimi, senza contare infine che il parquet è una pavimentazione naturale ed ecologica: se si utilizza una posa senza collante artificiale infatti, parliamo di un pavimento totalmente green.

Tutti i contro di un pavimento in parquet

Il primo ostacolo riguarda sicuramente il prezzo: il legno è un materiale pregiato e molto più costoso del cotto o della ceramica, ma inferiore al marmo. Tuttavia in commercio ci sono anche essenze meno pregiate che quindi sono più economiche ma garantiscono comunque un’ottima resa estetica e qualitativa. In alternativa, ci sono soluzioni miste che prevedono l’impiego un parquet a più strati: gli strati inferiori con essenze economiche ma più resistenti, e lo strato superiore con legno pregiato. Il secondo svantaggio è legato ai tempi di posa molto lunghi, soprattutto se si sceglie una posa incollata o inchiodata, o se si sceglie una geometria molto elaborata. Inoltre, differenza dei pavimenti in ceramica che possono essere posati anche su massetti non totalmente asciutti, il parquet deve essere messo in opera un massetto privo di umidità al 100%. Questo significa che i tempi di assestamento passano da 20 (per i pavimenti comuni) ad almeno 29 (per il parquet). Infine, bisogna tener presente che la posa del parquet deve essere l’ultimo intervento prima dell’arrivo dei mobili: le pareti devono già essere intonacate e verniciate, (così si evitano graffi accidentali con la scala o macchi e pittura che penetrano nel legno) e serramenti e infissi devono essere al loro posto, per evitare che l’umidità danneggi in legno. Anche se ci sono essenze più resistenti di altre, il parquet resta comunque un materiale delicato che può facilmente graffiarsi e rovinarsi in modo più frequente rispetto ad pavimento in ceramica o in altri materiali più solidi. Inoltre, se non trattato con cura, può essere aggredito da parassiti e funghi. A questi inconvenienti si può ovviare con una manutenzione attenta e costante, e con qualche piccolo accorgimento come l’uso di tappeti e di feltrini per le sedie, l’abitudine di togliere i tacchi una volta rientrai in casa e di non spostare mobili o oggetti pesanti. Scoprirete infatti che – se fatta regolarmente – la pulizia e la manutenzione del parquet è estremamente facile.

Tutte le tipologie di parquet

Il parquet viene realizzato e venduto in varie tipologie, differenti tra loro per costi e prestazioni. Non dovete pensare infatti che tutti i pavimenti che sembrano legno siano effettivamente costituite da assi di legno a tutti gli effetti: sotto la superficie può esserci qualche “trucchetto”. Imparare quali sono le diverse tipologie di parquet può aiutarvi moltissimo nella scelta; il parquet può essere:
  • in legno massello
  • prefinito o multistrato
  • laminato
  • industriale

Parquet in legno massello

Il parquet in legno massello è quello tradizionale, realizzato con assi di legno piene, spesse non meno di 12/13 mm; le dimensioni possono invece variare e andare dalle assi più lunghe e larghe, fino ai listelli più piccoli per realizzare fantasiose quanto eleganti geometrie. La posa del legno massello è molto lunga, sia perché deve essere fatta su un massetto completamente asciutto, sia perché le assi necessitano ancora di tutte le finiture necessarie, da fare rigorosamente dopo la posa. Altro fattore da tenere inconsiderazione è il prezzo del legno massello: è sicuramente la tipologia più costosa, soprattutto nel caso di essenze nobili. Tuttavia garantisce un’elevata stabilità alla pavimentazione, oltre ad aumentare notevolmente il valore della casa in cui viene installato.

Parquet prefinito o multistrato

Il parquet prefinito è composto da più strati: in genere lo strato superiore, spesso al massimo 5 mm è di legno nobile, mentre per lo strato inferiore viene scelto un legno più economico ma dalle caratteristiche tecniche migliori. Con questo “trucchetto” il vostro parquet sarà bello e da vedere, ma anche resistente e duraturo nel tempo. La posa è più veloce rispetto a quello con il legno massello, perché la finitura viene già fatta sulle singole assi; anche dal punto di vista della spesa risulta più conveniente, perché si può utilizzare per la gran parte dello spessore un legno poco costoso.

Parquet laminato

Il parquet laminato non è un vero e proprio parquet: infatti è composto da fibre di legno rivestite da una carta stampata che simula l’aspetto di un legno vero e proprio. Lo strato superiore, chiamato overlay, è invece costituito da una pellicola trasparente che protegge il parquet dai graffi e dagli urti, e lo rende adatto anche a negozi, uffici, centri commerciali e a tutti quei luoghi molto frequentati che però non vogliono rinunciare alla bellezza e all’eleganza del parquet.

Parquet industriale

Anche il parquet industriale non è un vero e proprio parquet: è composto dagli scarti di altre lavorazioni e per questo risulta molto economico. I listelli, spessi da 10 ai 22 mm, possono anche essere realizzati con essenze di diverso tipo, creando un effetto sicuramente unico e singolare, molto apprezzato dagli architetti e dai designer di interni più all’avanguardia degli ultimi anni.

Tutte le essenze di parquet

Passiamo adesso ad analizzare tutte le principali essenze legnose utilizzate per il parquet, da quelle più tradizionali alle più esotiche e innovative. Di ciascuna sono messe in evidenza caratteristiche estetiche e tecniche per permettervi di scegliere al meglio quella più adatta alle vostre esigenze.
LEGNO CHIAROLEGNO SCUROLEGNO ROSSICCIOLEGNO MARRONELEGO GIALLO
roverenoce nazionaleabeteaceroolivo
betullawengèciliegioteakquercia
olmomerabauirokobamboo
lariceipè
frassinodoussiè

Noce Nazionale

Il noce è considerato un’essenza pregiata, pur essendo diffuso in buona parte del mondo, Italia compresa. Quello che lo rende così ricercato è il suo aspetto, con una colorazione bruna tendente al nero e una lucentezza che si sviluppa in modo naturale con il passare del tempo e che può venire esaltata da un’attenta lucidatura periodica con la cera d’api o con prodotti specifici. La manutenzione è anche necessaria a proteggerlo dagli attacchi dei parassiti, ma in compenso quest’essenza ha ottime caratteristiche tecniche: resistenza, solidità, facilità di lavorazione e buona reazione a tutte le operazioni di levigatura e di posa, sia incollata che inchiodata.

Rovere

Il rovere trova largo impiego come legno da parquet poiché è estremamente robusto e duro, sopporta bene gli sbalzi climatici e persino umidità e acqua, al punto che viene impiegato anche per la pavimentazione esterna. Cresce sia in Europa che in America, resiste bene all’attacco dei parassiti, un po’ meno all’ossidazione. Ha infatti una colorazione molto chiara, bruno giallastra, anche se le ultime tendenze preferiscono effettuare operazioni di sbiancamento. Il rovere sbiancato infatti può assumere tonalità chiarissime, addirittura bianche con qualche venatura azzurrina, perfette per una casa arredata in stile shabby chic o per un appartamento dagli interni ultramoderno con effetto total white.

Olivo

Un parquet in olivo si riconosce subito per la sua colorazione giallo-bruna, per niente uniforme, ricca di venature e nodi che ne esaltano la bellezza e l’aspetto naturale: si tratta infatti di un’essenza pregiata, molto ricercata sia dagli amanti dell’arredo moderno sia da quelli a cui piace una casa dallo stile più rustico. E questa meravigliosa colorazione non sbiadisce con il passare del tempo. È anche molto duro e resistente, refrattario all’umidità e all’attacco di tarli e parassiti.

Betulla

Il legno di betulla si distingue per il suo colore chiaro, quasi rosato, e la venatura ondulata, che gli conferisce un posto di grande pregio tra le essenze “nostrane”. È un legno molto pesante e con una durezza media, resistente alle sollecitazioni elastiche e meccaniche. Non sopporta bene invece l’umidità, e se non si essicca con cura e professionalità rischia di curvarsi; anche per questo si sconsiglia la posa incollata. Per il resto, se sottoposto ad un’attenta manutenzione può trasformare la vostra casa in un vero gioiello.

Abete

Il legno di abete viene considerato un’essenza pregiata, poiché il legno è estremamente delicato. Se da un lato infatti è molto morbido e facilmente lavorabile (lo si utilizza anche per la produzione di mobilio), dall’altro la sua morbidezza lo rende poco adatto a pavimentare luoghi di passaggio o che subiscono sollecitazioni eccessive. Altro svantaggio è che non sopporta alla perfezione l’utilizzo di collanti, sia ecologici che totalmente artificiali, per cui è consigliabile una posa inchiodata. Perché allora scegliere questa essenza per il proprio parquet? Perché è un legno di un brillante colore rossastro, senza nodi, quindi estremamente pregiato ed elegante.

Olmo

L’olmo è presente con due diverse varietà, quella europea e quella americana. In generale è un legno che può essere lavorato con facilità, nonostante sia pesante e duro; è resistente all’acqua, al punto che viene usato per costruire gli scafi delle navi. Non è molto rigido e non sopporta molto bene gli urti, tuttavia reagisce bene alla posa incollata e inchiodata senza scheggiarsi. Dal punto di vista estetico, è caratterizzato da una colorazione chiara, giallastra, con venature molto evidenti, che lo fanno risultare estremamente gradevole alla vista: per questo si cerca di creare assi per il parquet più lunghe possibile.

Larice

Il larice, di colore bianco rossiccio, è l’essenza perfetta per chi adora una pavimentazione un po’ rustica, stile casetta di campagna: la superficie irregolare, con venature spesso ondulate, conferisce a questo parquet un aspetto vissuto e country. Tuttavia può anche essere soggetto ad operazioni di sbiancatura come il rovere ed essere impiegato per la pavimentazione di ambienti più moderni. Dal punto di vista tecnico invece, il larice è molto prestante, poiché è duro e stabile, perfetto anche per una posa inchiodata, ha un’ottima resistenza alle sollecitazioni meccaniche e ci sono poche possibilità che possa deformarsi.

Frassino

Il legno di frassino viene utilizzato per pavimentare gli impianti sportivi e le palestre, soprattutto i palazzetti da basket e pallavolo, perché un’elevata resistenza meccanica e un’ottima elasticità, per cui consente di attutire gli urti di atleti alti anche due metri che saltano sul parquet per fare punto. L’albero è originario dell’America centro-orientale e le assi hanno una colorazione molto chiara, che va dal giallo chiaro al rosato.

Acero

L’acero viene utilizzato nelle sue due varianti, quella europea e quella canadese, assai diverse tra loro per caratteristiche tecniche ed estetiche. L’acero europeo infatti è molto delicato, è soggetto all’attacco di funghi e tarli e non sopporta per niente il contatto con un impianto di riscaldamento a pavimento, perché il calore creerebbe delle fessurazioni. In compenso ha una superficie lucente con una trama lineare e venature non troppo accentuate; il colore è giallo-biancastro. L’acero canadese invece può assumere anche sfumature marrone-grigiastro, e ha una fibra molto irregolare. Sopperisce con una buona robustezza e un’ottima resistenza agli urti, ai carichi, all’ossidazione e anche al calore del riscaldamento a pavimento.

Ciliegio

Il legno di ciliegio è molto diffuso nell’edilizia e anche nel settore arredamento per il suo aspetto inconfondibile, con superfici effetto satinato senza bisogno di prodotti lucidanti e colore rossiccio tendente al bruno, molto caldo ed elegante. Anche le qualità tecniche sono invidiabili, perché quest’essenza ha un’ottima stabilità, una durezza media e una lavorazione facile; in più sopporta bene senza alterarsi nel tempo tutti i tipi di posa, da quella inchiodata a quella incollata. La sua diffusione è mondiale, per cui potete trovare varietà dalle Americhe come dall’Europa; le differenze tra una varietà e l’altra non sono notevoli, colorazione a parte, ma permettono di avere un ottimo legno anche da luoghi più vicini all’Italia e quindi più economici.

Quercia

Il legno di quercia è una delle varietà più utilizzate in Italia per la realizzazione di pavimenti in parquet, sia perché si tratta di un’essenza molto robusta, sia perché è presente anche nelle regioni centro meridionali della nostra penisola (variante europea), rendendolo quindi economico e “a costo 0”. Alle caratteristiche tecniche di elasticità e resistenza agli urti, bisogna aggiungere anche quelle estetiche: venature importanti che conferiscono al legno un tono caldo e avvolgente, colorazione che vanno dal giallo-bruno, per la varietà europea, al grigio della varietà bianca canadese, passando per il rosso della Quercia Americana.

Wengè

Il parquet in wengè è una delle pavimentazioni più eleganti e moderne che si possano scegliere per la propria abitazione: colore scurissimo, quasi nero, dona a tutti gli ambienti un fascino e una classe senza tempo. A fronte di queste pregevoli caratteristiche estetiche, abbiamo poi un legno con qualità tecniche ancora migliori: il wengè è estremamente robusto e stabile, resiste all’umidità, non si deforma e non è soggetto a problemi di ossidazione. L’unica nota negativa è la facile comparsa dei parassiti, ma niente che non si possa risolvere con un buon prodotto antitarme; per la posa, sconsigliamo quella inchiodata, poiché le assi si scheggiano facilmente.

Merbau

Il Merbau è un’essenza di origine orientale, e la si può trovare in Indonesia e un po’ in tutto il Sud-Est Asiatico. È un legno molto stabile e duro, garantisce un parquet dalle ottime prestazioni anche dopo parecchi anni. Quello che cambia con il tempo è invece il colore: inizialmente si presenta bruno rossiccio con striature gialle (dovute alla presenza di silicio), ma con gli anni e con l’ossidazione tende a perderle e quindi a presentare una colorazione piuttosto uniforme. A seconda dei vostri gusti questo può essere un vantaggio o uno svantaggio.

Bamboo

Il bamboo non è un legno vero e proprio, ma un arbusto sempre verde che cresce in Oriente, in Cina e Giappone; viene ricordato soprattutto come l’alimento principale dei panda, tuttavia è ottimo anche per la realizzazione di un pavimento in parquet. È un’essenza molto dura, quasi ignifuga, ma soprattutto sopporta perfettamente tutte le condizioni di umidità, per cui viene impiegato nella pavimentazione del bagno e della cucina. Il colore naturale tende al miele, con nodi e venature molto marcate, di grande pregio estetico. Tuttavia se si preferisce una tonalità più scura e omogenea, la si può ottenere senza l’uso di coloranti grazie alla tecnica di carbonizzazione (si sottopongono le assi ad un forte getto di vapore). In più il bamboo ha il grande vantaggio di crescere rapidamente, nel giro di tre anni, quindi può essere considerata una scelta perfettamente ecosostenibile.

Teak

Il teak è uno dei legni più resistenti che si possano utilizzare per il parquet, perché combina alla perfezione qualità estetiche e tecniche. Dal punto di vista dell’aspetto, si presenta con una colorazione non omogenea, che va dal bruno-verdastro al bruno scuro, fino al giallo oro se sottoposto a processo di ossidazione; solo con il tempo il colore si uniforma, ma questa disomogeneità conferisce grande vivacità agli ambienti. Lato tecnico invece è uno dei migliori parquet in commercio, al punto che viene utilizzato anche per il bagno, la cucina e gli esterni: sopporta molto bene l’acqua, l’umidità e l’attacco degli insetti. Inoltre è dotato di un’azione autolubrificante che riduce al minimo le possibilità di fessurazioni o scheggiature involontarie, assai frequenti in una pavimentazione esterna.

Iroko

L’iroko è un’essenza di origine africana dal caratteristico colore marrone chiaro. Viene utilizzato spesso per il parquet del bagno o per le pavimentazioni esterne, poiché sopporta molto bene l’umidità, gli agenti atmosferici e gli sbalzi termici. Inoltre è abbastanza duro – anche se molto malleabile durante la lavorazione – e può sopportare il passaggio di carichi pesanti. Unica pecca, ma che può essere vista come un vezzo estetico, è il fatto che cambia facilmente colore a causa del processo di ossidazione, diventando marrone scuro. Considerando il fatto che è uno dei parquet che dura più a lungo nel tempo senza rovinarsi, la variazione di colore negli anni non è poi da considerare così grave.

Ipè

L’ipè è un’essenza che si trova spontaneamente in America centro-meridionale, ed è considerato l’essenza più resistente e dura in assoluto, per questo trova larghissimo impiego nella realizzazione di pavimentazioni esterne: sbalzi di temperatura, intemperie e parassiti non lo scalfiscono, e la luce del sole ne aumenta la bellezza. La colorazione base dell’ipè infatti è poco stabile, e passa da rosso bruno al giallognolo: solo grazie all’ossidazione il colore si stabilizza su un rosso grigiastro di grande effetto.

Doussiè

Gli alberi che producono legno doussiè si trovano soltanto in Africa centrale e occidentale. Questa essenza è caratterizzata da un’elevata durezza e un’elevata resistenza all’umidità, per cui viene impiegato sia in bagno che all’esterno. Anche riguardo l’elasticità, il doussiè risulta essere una delle specie più performanti, al punto che viene utilizzato per le strutture sportive al pari del frassino. Al naturale, presenta uno spettro molto ampio di colorazioni, che vanno dal bruno al rossastro, fino anche al giallastro; queste variazioni sono dovute alla presenza del silicio, che si ossida a causa dell’esposizione prolungata alla luce solare e crea queste caratteristiche sfumature.

Tutte le finiture del parquet

Il parquet, in particolare quello in legno massello, ha bisogno di trattamenti specifici che lo proteggano o ne esaltino la bellezza; inoltre può essere sottoposto a diversi procedimenti che ne modificano il colore e l’aspetto. Vediamo quali tipologie di finiture per il parquet ci sono. La finitura più comune è quella a cera: sul parquet, una volta posato, viene passato uno strato di cera che vivifica il legno e rende più brillante il suo colore naturale.
La cera ha il grande vantaggio di non ostruire i pori e di lasciar respirare il legno: in questo modo il parquet vive più a lungo.
Dopo la prima fase di ceratura, effettuata con cere pastose e con l’aiuto di una lucidatrice professionale, la cera deve essere passata regolarmente, rientrando a tutti gli effetti nella routine – anche se a lungo termine – di manutenzione e pulizia del parquet. In queste fasi successive si possono usare cere più liquide, preferendo sempre quelle naturali a quelle sintetiche. Anche la verniciatura del parquet è tra le finiture più diffuse: lo scopo principale della vernice è quello di creare una pellicola protettiva che protegge il parquet da graffi, abrasioni e urti accidentali. In commercio ci sono due tipi di vernici, quelle a base d’acqua e quello a base solvente: le prime sono senza dubbio più ecologiche e meno dannose per l’ambiente, e sono inodori, mentre le seconde contengono sostanze chimiche ma hanno un grado di protezione migliore e sono pronte all’uso. In entrambi i casi il pavimento non è calpestabile prima che sia passato un giorno dalla verniciatura. Un’altra importante caratteristica delle vernici è la possibilità di dare al parquet un tocco di bellezza in più, con un’azione opacizzante o illuminante, o addirittura colorante. Le vernici infatti possono essere lucide, opache o persino satinate, possono essere trasparenti ma anche colorate, da usare specialmente sui legni chiari, che assorbono la tinta più facilmente. La finitura a olio è la più costosa, ma anche quella che mantiene il legno più vivo e lo fa durare a lungo. L’olio, che contiene sia principi naturali che elementi sintetici penetra nel legno e nutre, oltre a creare sulla superficie una pellicola ad alto potere idrorepellente. Lo svantaggio è che la protezione contro i graffi è minore, quindi questo parquet tende a mostrare più spesso segni di usura e abrasioni; tuttavia si possono cancellare le rigature con una semplice passata dello stesso olio, senza dover chiamare un parquettista.

Tecniche di posa del parquet

Durante l’installazione di un pavimento in parquet è importante scegliere sia la geometria che la tecnica di posa. Per geometria si intende il modo in cui le assi vengono disposte, spesso a formare piacevoli schemi o dei veri e propri mosaici in legno; con la seconda espressione intendiamo invece le tecniche che possono essere utilizzate per fissare le assi al massetto. In base alla tecnica possiamo quindi avere:
  • posa incollata
  • posa inchiodata
  • posa flottante.

Posa Incollata

La posa incollata è la più classica: le assi o i listelli vengono incollate sul massetto grazie all’impiego di colle specifiche (sempre più diffuse quello eco-friendly). Il lavoro deve essere effettuato da un parquettista esperto, che deve assicurarsi della buona qualità del massetto, di stendere la colla in maniera uniforme e di posare le assi secondo lo schema richiesto, senza creare fessure. È un lavoro lungo e complesso, specie se si devono eseguire geometrie particolari, per questo risulta una delle tecniche di posa più costose. Il risultato tuttavia è di grande effetto e bellezza. La posa incollata ha però una serie di vantaggi di grande importanza, che la rendono ancora oggi molto diffusa. Prima fra tutti c’è la stabilità della pavimentazione, che a differenza di quella flottante – ma anche di quella inchiodata – garantisce che le assi siano perfettamente fisse al pavimento. È adatta soprattutto a chi ha comprato casa o ha la certezza di vivere molto a lungo, perché un parquet posato con la tecnica dell’incollaggio è praticamente per sempre: basterà infatti rivitalizzare il legno dopo qualche anno o limare la superficie per avere un pavimento come nuovo. In genere è la posa preferita quando si sceglie un legno massello o un legno pregiato, in grado di risaltare la meglio senza che siano visibili giunture o chiodi.
Infine, la posa incollata è la più indicata per gli ambienti umidi come il bagno e la cucina: non essendoci fessurazioni, l’acqua caduta accidentalmente per terra non corre il rischio di filtrare al di sotto delle assi e ristagnare, provocando problemi di umidità, muffa e anche funghi.

Posa inchiodata

La posa inchiodata è molto elaborata e può essere utilizzata solo con listelli che abbiano uno spessore minimo di 18 mm, per permettere ai chiodi di fissarsi alla perfezione. Inoltre l’inchiodatura viene facilitata dalla presenza dei magatelli, dei listelli distanziati disposti trasversalmente sul massetto per agevolare la penetrazione dei chiodi. Una caratteristica della posa inchiodata è l’effetto cassa armonica, quel suono che si sente quando si cammina sulle assi e che ricorda molto le vecchie case in legno; tuttavia per alcuni può essere un po’ fastidioso. Importante quando si effettua la posa inchiodata è lasciare una decina di millimetri di spazio lungo i bordi della stanza: questo accorgimento serve ad agevolare gli assestamenti del legno che, come sappiamo, può anche curvarsi o cambiare impercettibilmente dimensione, soprattutto se l’ambiente non è ben arieggiato. Un consiglio è quello di lasciare per qualche giorno le assi all’interno della stanza in cui verranno inchiodate, per permettere al legno di stabilizzarsi con le condizioni di microclima della stanza stessa.
L’utilizzo di questa tecnica di posa sta pian piano svanendo, sia per i costi molto elevati (è necessaria una manodopera specializzata), sia per i tempi di posa molto più lunghi. Si sta infatti diffondendo sempre di più in Italia la cosiddetta posa flottante.

Posa Flottante

La posa flottante o galleggiante è la posa che potremmo definire più moderna, perché si è diffusa solo in tempi recenti. Il suo utilizzo però ha preso piede molto largamente grazie ai numerosi vantaggi che comporta, primo fra tutti quello di poter realizzare la posa in autonomia, senza ricorrere ad un falegname o parquettista. Vediamo prima in cosa consiste la posa flottante e successivamente quali sono i benefici. Per la posa flottante si utilizzano assi prefinite che hanno i bordi lavorati in modo da formare la classica attaccatura maschio femmina, una sorta di incastro a mo’ di puzzle. Vengono installate su un pavimento già esistente, dopo aver utilizzato un materassino di materiale isolante per livellare la superficie d’appoggio. Il primo vantaggio è subito evidente: grazie al meccanismo ad incastro, non sono necessari chiodi o colle per l’installazione. Ciò significa che questo tipo di posa, oltre ad essere economica, è anche ecosostenibile: senza l’utilizzo di collanti artificiali infatti si rispetta maggiormente l’ambiente e la qualità dell’aria all’interno della propria abitazione. Il secondo vantaggio riguarda la rapidità e la semplicità della posa stessa: tutti sono in grado di posizionare un parquet flottante, in breve tempo e senza complicazioni. Da qui deriva anche il vantaggio economico: senza la manodopera e non utilizzando legno massello, il prezzo del vostro parquet scenderà notevolmente. Inoltre, se si ha a che fare con un massetto irregolare o troppo poroso, l’utilizzo del parquet flottante, con il suo strato di materassino isolante, vi permetterà di appianare e livellare la superficie. Proprio grazie al materassino, le proprietà isolanti del legno vengono amplificate: si impedisce la risalita di umidità dal basso, si mantiene inalterata la temperatura all’interno della stanza, e in più si limitano i rumori di camminamento. L’ultimo benefit interessa soprattutto chi vive in affitto e vuole ristrutturare l’appartamento. Grazie alla tecnica flottante potrete installare il parquet senza toccare il pavimento sottostante, senza fare modifiche sostanziali alla casa, che richiederebbero l’intervento diretto del padrone di casa, il quale magari non sente il bisogno di apportare le stesse modifiche che invece possono interessare voi. L’aspetto di una camera con il parquet è totalmente diverso, e con una spesa contenuta potrete cambiare radicalmente aspetto all’appartamento e farlo somigliare di più alla casa dei vostri sogni. Altre volte invece, la posa flottante viene in aiuto proprio ai padroni di casa, che non vogliono rovinare il pavimento preesistente durante in periodo in cui tengono la casa in affitto.
POSAADATTA AL BAGNOADATTA AL RISCALDAMENTO A PAVIMENTOCOSTO
INCHIODATAalto
INCOLLATAnoalto
FLOTTANTEbasso

Schemi di posa del parquet

Abbiamo visto come in commercio siano disponibili tantissime essenze legnose da utilizzare per il parquet, che differiscono tra loro per caratteristiche tecniche (durezza, flessibilità, resistenza all’umidità), ma soprattutto per aspetto estetico. Colorazione e presenza o meno di sfumature giocano un ruolo di primaria importanza nella scelta del parquet, ma non sono gli unici fattori estetici da tenere inconsiderazione quando si vuole pavimentare una stanza. Importantissime per la resa finale sono anche la forma e la dimensione dei listelli; a seconda della posa possiamo infatti avere varie disposizioni geometriche che influiscono sull’aspetto della stanza, anche riuscendo a farla sembrare più grande o più luminosa. Vediamo quali sono le geometrie più diffuse.

Posa a cassero regolare

La geometria a cassero regolare prevede l’utilizzo di listelli di uguale dimensione, che vengono disposti nel senso della lunghezza facendo in modo che le due file si alternino l’una all’altra, mantenendo sempre la stessa posizione dei listelli. Questo è il tipo di geometria più semplice e più diffuso, perché crea un’alternanza lineare molto sobria ed elegante. Si può scegliere di posare i listelli parallelamente al muro o diagonalmente. La posa parallela al muro è possibile sono se i muri in questione non sono fuori squadra, altrimenti bisogna lavorare a partire dalla porta, facendo attenzione che la luce arrivi sul pavimento in maniera trasversale. Per la posa in diagonale invece si possono formare geometrie a 45° o a 30°.

Posa a cassero irregolare

La geometria a cassero irregolare, nota anche come posa a correre, è simile a quella precedentemente descritta, ma i listelli possono avere dimensioni irregolari e non devono rispettare la simmetria tra le varie fasce. Si ottiene un effetto decisamente più movimentato, e se si sceglie una posa diagonale si possono coprire eventuali asimmetrie dei muri.

Posa a quadri o a mosaico

Questo tipo di posa è estremamente ricercata e amata dai perfezionisti. Si tratta di utilizzare listelli di piccole dimensioni per formare dei quadrati disposti con i listelli alternativamente orizzontali e verticali. L’insieme della larghezza dei quadrati dovrà essere uguale alla lunghezza dei listelli stessi. Si tratta di un lavoro di fino, e se si utilizzano essenze di legno ricche di sfumature e variazioni di colore, si otterrà un pavimento in parquet davvero unico.

Posa a spina di pesce

La posa a spina di pesce è una delle più difficili ed elaborate da realizzare, ma è un sinonimo di lusso ed eleganza valido in tutto il mondo. È anche una delle pose più antiche, infatti la ritroviamo persino sui pavimenti in parquet della reggia di Versailles. I listelli vengono posati in maniera perpendicolare gli uni con gli altri: si comincia partendo dal centro della stanza e si posizionano i listelli in modo che la “testa” di uno combaci con il fianco di un altro. Proprio per la sua antichità e per la sua bellezza, con il passare del tempo si sono sviluppate tre diverse varianti, della posa a spina di pesce, in base all’angolo con cui vengono tagliati e disposti i listelli:
  • alla francese, con un angolo di 45°,
  • alla ungherese, con un angolo di 60°
  • all’italiana, con un angolo di 90°
Nella variante italiana, le teste dei listelli non sono tagliate, e questo la rende la posa più economica delle tre. Inoltre è sconsigliata per gli ambienti troppo piccoli perché rischia di creare un effetto ottico sgradevole. Nelle altre varianti i listelli sono invece tagliati a 45° o 60° e sono posati testa contro testa: sono tra le pose più costose, ma anche quelle con un effetto estetico che donerà alla vostra casa un aspetto principesco e nobile, soprattutto se utilizzate essenze pregiate per la realizzazione del parquet.

Fascia e bindello

Per gli ambienti molto grandi che si vogliono vivacizzare, si possono anche accostare tra loro due differenti geometrie; per non creare uno stacco troppo netto tra le due si utilizzano elementi di raccordo (bindello) che legano in maniera armonica le due geometrie, che in questo caso prendono il nome di fascia. Questi che abbiamo visto sono gli schemi più classici, ma è ovvio che con i listelli di dimensioni medio piccole si possono creare varie geometrie e mosaici in legno di altissimo pregio e anche di valore artistico. Non c’è da dimenticare infine l’utilizzo di listelli di grandi dimensioni, vere e proprie assi, adatte per gli ambienti rustici o anche moderni, soprattutto se si scelgono parquet molto scuri in wengè o molto chiari in rovere sbiancato.

Lo sapevi che il parquet può andare anche in bagno?

Il parquet, essendo un tipo di pavimentazione delicato e bisognoso di attenzioni durante la pulizia e manutenzione quotidiana, può sembrare inadatto ad ambienti molto vissuti come la cucina e il bagno. In più si aggiunge il fatto che il legno risente in maniera negativa dell’umidità che si viene a creare in questi ambienti, soprattutto in bagno: deformazione e curvatura delle assi, perdita del colore originario e della luminosità, possibile formazione di muffa al di sotto della superficie.
Bisogna quindi rinunciare al parquet in bagno? Ebbene no, perché ci sono alcune varietà di parquet molto resistenti all’umidità e all’acqua che possono essere posate senza problemi, conferendo anche al bagno quel senso di calore ed eleganza tipica del parquet. Le essenze più resistenti all’umidità sono il Doussiè, l’Iroko, il Teak e il Rovere, se sottoposto ad adeguati trattamenti.
Le prime tre varietà possono essere messe in posa così come sono, perché per loro natura sopportano bene l’umidità e gli sbalzi termici senza deformarsi, mentre il rovere, che al naturale è molto sensibile all’acqua, può essere utilizzato solo dopo adeguati trattamenti impermeabilizzanti. Sulle assi di rovere infatti, a causa della presenza nel legno di tannino, possono comparire antiestetiche quanto dannose macchie nere, ne viene esposto troppo all’umidità. Tuttavia un trattamento impermeabilizzante nel protegge la superficie al 100%. Ma perché si tende a scegliere questa essenza? Perché il vantaggio in quanto a resistenza, versatilità e durata del rovere è innegabile, e quindi irrinunciabile. L’iroko, di colore bruno, è un legno molto pregiato, ma allo stesso tempo ha una resistenza agli agenti atmosferici (acqua compresa) e allo scorrere del tempo molto elevata: è infatti molto difficile che i listelli si possano deformare. Il teak invece ha il vantaggio di offrire, a parità di resistenza, una grande varietà di sfumature di colore, dal bianco al nero, per cui può essere abbinato a qualsiasi tipo di arredo bagno. Anche il doussiè è un ottimo candidato per la pavimentazione del bagno: è economico e molto resistente, al punto che viene utilizzato anche nelle palestre, dove è frequente lo spostamento di macchinari o di pesi che rovinerebbero irrimediabilmente qualunque altra essenza. Il bamboo infine può dare un tocco più orientale e una svolta ecosostenibile al vostro bagno: resiste perfettamente all’umidità, ha delle tonalità vivaci e cresce molto rapidamente, per cui il taglio a scopo commerciale non danneggia la diffusione di questa specie. Qualche piccolo trucco da seguire per conservare al meglio il vostro pavimento di parquet in bagno è quello di far areare sempre la stanza dopo un bagno o una doccia calda: oltre a non far appannare fastidiosamente gli specchi, la fuoriuscita del vapore impedirà all’ambiente di diventare troppo umido e rovinare il parquet. Anche quello dell’acqua che rovina il parquet appena vi entra in contatto è un falso mito: il legno ha un tempo di assorbimento dell’acqua molto lungo, quindi vi basterà asciugare il pavimento come fareste con un qualsiasi altro materiale e non ci sarà nessun tipo di problema. Durante la scelta della posa poi, per il bagno preferite quella incollata: se le assi sono perfettamente sigillate tra di loro non di creeranno micro fessure e si impedirà all’acqua finita per terra accidentalmente durante la doccia di penetrare negli strati sottostanti di un parquet flottante. Non abbiate paura di usare – con moderazione! – il silicone, specialmente nei pressi dei bordi e dei punti critici. Ecco sfatato il mito del non utilizzo del parquet in bagno: con l’essenza giusta e qualche piccolo accorgimento è possibile.

Il parquet può essere adatto anche al riscaldamento a pavimento?

Si è soliti pensare che il parquet sia inadatto agli impianti di riscaldamento a pavimento, poiché il legno subisce deformazioni con l’umidità, il calore e le continue variazioni di temperatura. Un gran vero peccato, dato che il riscaldamento a pavimento è una soluzione economica ed ecologica, oltre che estremamente confortevole, per riscaldare la vostra abitazione. Non siate tristi, perché la verità è che il parquet può perfettamente convivere con il riscaldamento a pavimento. Vediamo insieme come. Innanzitutto bisogna fare una veloce distinzione tra il riscaldamento a pavimento ad acqua e quello elettrico. Il primo prevede il passaggio di tubature sotto il massetto, all’interno delle quali scorre acqua calda; ha il grande vantaggio essere perfettamente efficiente a temperature molto più basse rispetto ai tradizionali termosifoni, diminuendo quindi drasticamente i consumi. Il secondo invece sostituisce alle tubature una serpentina che al passaggio della corrente si surriscalda; è facile da installare ed quasi a costo zero se si dispone di un impianto fotovoltaico. In entrambi i casi questo impianto va posto al di sotto della pavimentazione. La prima obiezione che si muove in genere al binomio parquet riscaldamento a pavimento è che il legno impedisce al calore di diffondersi; è invece scientificamente provato che il parquet diffonde il calore al pari di qualsiasi altro tipo di pavimentazione, anzi… essendo il legno un materiale caldo e confortevole per sua natura, immaginate come può essere piacevole la sensazione di camminare a piedi scalzi sul parquet riscaldato in inverno! Inoltre, proprio il controllo della temperatura del pavimento può impedire la formazione di muffe sul legno. La seconda obiezione è che il legno si deforma facilmente con gli sbalzi termici: vero, per questo bisogna utilizzare solo essenze ad alta resistenza come il teak, il rovere e l’iroko; mentre sono sconsigliati i legni considerati nobili, perché risentono molto delle variazioni climatiche.
Oltre a ciò c’è da dire che gli impianti a pavimento non andrebbero mai spenti, ma lasciati ad una temperatura costante, non troppo elevate: in questo modo, oltre a diminuire i consumi e ad avere un maggior comfort in tutta la casa sia di notte che di giorno, si eviteranno anche gli sbalzi termici così nocivi per il legno.
Il riscaldamento a pavimento infine è adatto sia con il parquet incollato che con quello flottante; in questo secondo caso bisogna scegliere materassini isolanti con una bassa resistenza termica, in modo da favorire la propagazione del calore. Per poter procedere alla posa del parquet in tutta sicurezza sono necessari alcuni piccoli accorgimenti, tra cui il più importante è di tenere il riscaldamento già in funzione prima della posa delle assi.  Se si sceglie la posa incollata infatti, bisogna assicurarsi che il massetto sia perfettamente stabile: prima si accende l’impianto, portandolo alla temperatura massima (30°C/35°C) con un aumento graduale di °C al giorno, poi lo si lascia a quella temperatura per una decina di giorni, e infine lo si raffredda gradualmente. Dopo questa fase di consiglia di tenere le assi nella stanza in cui verranno posate, per permettere al legno di adattarsi alla temperatura e al grado di umidità. Il secondo consiglio riguarda distanze e dimensioni: le tubature andrebbero sistemate non di 10 cm, mentre le assi dovrebbero avere uno spessore che varia dai 10 ai 15 mm. L’ultimo accorgimento riguarda il collante da utilizzare per la posa di un parquet incollato: scegliere sempre colle che non contengano formaldeide o altre sostanze nocive, che possono essere rilasciate se esposte al calore. Le colle ecocompatibili, che rispettano tutte le normative europee in materia, sono di gran lunga preferibili.

La bellezza del parquet esterno

Avete mai fatto caso al fatto che le piscine esterne degli hotel di lusso o quei bellissimi giardini attrezzati che si vedono sulle riviste di home design hanno una pavimentazione in parquet? Infatti, nonostante sia un materiale pregiato e delicato e nell’immaginario comune sia sempre associato al tepore di una camera da letto, il parquet può essere usato anche per la pavimentazione esterna. E gli effetti, come potete vedere dalle foto, sono ancora più stupefacenti: la natura incontra la natura, il legno si integra perfettamente con l’esterno, creando accostamenti che faranno risaltare il vostro giardino. Ovviamente non tutte le essenze sono adatte ad una pavimentazione esterna, soggetta alle intemperie, quali sole, acqua, vento, spesso ghiaccio e neve. Bisogna scegliere tipologie che sopportano bene l’umidità, lo scolorimento e la dilatazione termica: come per cucina e bagno, stiamo parlando di varietà orientali come il bamboo, il teak, l’ipè, il massaranduba, o varietà nostrane come il pino, l’acacia e l’abete americano. Le differenze, oltre che nel colore, stanno anche nella ruvidità della superficie: il pino ad esempio è più ruvido, e per questo diventa adatto per i vialetti di ingresso, dove viene calpestato con le scarpe, perché garantisce una buona aderenza delle suole; il bamboo invece è liscio e piacevole da calpestare anche a piedi nudi, per questo si preferisce usarlo per pavimentare il bordo piscina. Il parquet da esterno viene venduto in formati diversi da quelli classici utilizzati per l’interno; possiamo avere infatti i listoni o decking e le quadrotte o mattonelle. Il primo formato, che ha una lunghezza variabile da un metro e venti ad un metro e ottanta, lo spessore di circa 20 cm e una larghezza media di 95 mm, viene utilizzato per pavimentare le superfici irregolari. Le grandi dimensioni poi li rendono adatti a pavimentare i bordi delle piscine o i grandi ambienti come i mercati o i parchi. Il secondo modello è invece usato per terreni più regolari, come terrazzi o pergolati, e si compone di mattonelle quadrate da 60 cm per lato e uno spessore di 40 mm. Le quadrotte vengono montate ad incastro, grazie agli agganci maschio femmina, e sono in genere zigrinati in superficie, per permettere una maggiore aderenza della suola delle scarpe anche con il bagnato. Un’altra caratteristica del parquet per esterno è che le lastre o le mattonelle vengono vendute con i bordi arrotondati; questo, assieme ad una posa un po’ diversa da quella classica per interno, serve a favorire il deflusso dell’acqua. Per prima cosa bisogna preparare il terreno affinché impedisca il ristagno dell’acqua al di sotto del parquet, poi bisogna lavare accuratamente le lastre, per far fuoriuscire le sostanze chimiche nocive come il tannino, che in caso di sbalzo termico rischiano di macchiare il legno. Per la posa vera e propria si fa spesso ricorso a dei distanziatori, che oltre a conferire un aspetto caratteristico alla pavimentazione, consentono una maggiore areazione e riescono a nascondere le imperfezioni e le differenze di pendenza del terreno.

Manutenzione quotidiana del parquet

Abbiamo ripetuto più volte nel corso di questa guida che il parquet è un tipo di pavimentazione molto delicata e che bisogna prendersene cura. Ciò significa essere molto attenti nella pulizia quotidiana, ma gli “sforzi” da compiere non sono così difficili, non più di quelli che si fanno per un normale pavimento.
  • Il pavimento in parquet andrebbe spazzato ogni giorno, sia con la scopa tradizionale a setole morbide, sia con un panno elettrostatico, sia anche con l’aspirapolvere: è infarti importante che la polvere non si accumuli tra un listello e l’altro e diventi poi difficoltoso rimuoverla.
  • Per il lavaggio c’è da usare qualche piccolo accorgimento: non utilizzate prodotti troppo aggressivi, basta un po’ di detergente apposito per il legno o di sapone neutro di marsiglia, disciolto in acqua tiepida. Fate attenzione a strizzare bene il panno e a non lasciare il legno umido troppo a lungo.
  • Infine la lucidatura, che non va fatta quotidianamente, bensì una volta a settimana.
Oltre ai prodotti in commercio per la lucidatura del legno, potete provare anche con qualche ricetta fai da te, utilizzando solo ingredienti naturali e non tossici. Preparate una miscela di succo di limone (20 gocce) e olio d’oliva (100 ml) e spruzzatela direttamente sul legno; poi, passate un panno umido. L’olio nutrirà il legno, donandogli nuovo vigore e lucentezza, mentre il succo di limone toglierà i cattivi odori che possono impregnare le assi. Strano ma vero, anche la birra è tra i prodotti migliori che si trovano in casa da poter utilizzare per la lucidatura del legno: versate un litro di birra in una pentola assieme a zucchero (1 cucchiaio) e cera d’api (2 cucchiai), portatelo ad ebollizione e lasciatelo respirare; passatelo sul pavimento con l’aiuto di un panno in camoscio o in altro materiale morbido e vedrete il vostro pavimento in parquet risplendere come nuovo.

Qualche consiglio di Interior Design con il Parquet

Dopo aver analizzato tutte le caratteristiche tecniche ed estetiche del parquet, vediamo quali sono gli ambenti della casa in cui utilizzarlo per farlo risaltare al meglio. La camera da letto è senz’altro il luogo ideale in cui installare una pavimentazione in parquet: è infatti la zona che maggiormente deve comunicarci un senso di intimità e calore, perché è dove abbassiamo le difese e dove il cervello si riposa. Essendo poi il nostro spazio privato, è quello che forse curiamo e personalizziamo maggiormente: con la grandissima varietà di essenze e geometrie che offre il parquet è impossibile non trovare la combinazione adatta ai vostri gusti! Per chi preferisce un ambiente accogliente, dai toni caldi, sono preferibile le essenze scure o rossicce, con una posa a quadri o un’elegante spina di pesce; per gli amanti dello stile vittoriano o dello shabby chic, è preferibile invece un legno chiaro o il rovere sbiancato, con una posa incollata un po’ vintage e assi di grandi dimensioni. Infine, dato che la camera da letto non è una stanza molto frequentata, potete anche optare per essenze più pregiate e delicate: ricordate di togliere i tacchi e di usare pantofole morbide – o perché no, camminate anche a piedi scalzi! – e conserverete il vostro parquet in camera da letto come nuovo per tantissimo tempo. Il soggiorno è un altro ottimo candidato alla pavimentazione in parquet. Anche qui possiamo vedere la grande versatilità di questo materiale, che si adatta a qualsiasi tipo di arredamento. Negli ultimi anni sono due le tendenze maggiormente in voga: una predilige il parquet scuro, in wengè, e l’altra il rovere sbiancato nei toni bianco-azzurrini; entrambe le soluzioni sono molto moderne e ricercatissime da tutti gli interior designer. Il parquet in rovere sbiancato si adatta perfettamente ad un salone open space total white: bianche le pareti, bianca la pavimentazione, bianchi i mobili. In questo genere di ambienti si preferisce un arredo moderno, con line dritte e decise, materiali innovati e tanto uso del vetro. Da una prima descrizione potrebbe nascere l’idea di una stanza fredda e sterile, ma proprio l’utilizzo del legno per la pavimentazione, attenua questa sensazione, suggerendo invece l’idea di freschezza e purezza, come potete vedere dalla foto qui sotto. Il parquet in wengè invece, dalle tonalità scure, è perfetto per chi vuole un soggiorno elegante e di classe, ma allo stesso tempo moderno; si creano ambienti raccolti, rilassanti, dove il legno del pavimento, ma anche delle librerie e del resto del mobilio la fa da padrone. Una delle stanze più indicate per la posa del parquet è la cameretta dei bambini. Durante il primo anno di vita i bambini cominciano ad esplorare il mondo, e lo fanno gattonando; la maggior parte dei giochi poi si va stando stesi o seduti a terra. I genitori più premurosi utilizzano tappeti o apposite aree gioco, ma si sa che i bimbi piccoli non stanno mai fermi ed è rischioso per la loro salute, soprattutto in autunno e inverno, che stiano seduti sul pavimento freddo. Con il parquet questo tipo di problema non si presenta: un pavimento in parquet infatti è molto più caldo rispetto alle altre piastrelle, ceramica, gres o addirittura marmo. La cameretta con il parquet diventa quindi un ambiente caldo e confortevole, e anche sicuro: il parquet infatti ha anche il grande vantaggio di attutire maggiormente gli urti rispetto alle altre pavimentazioni, qualità nient’affatto trascurabile quando si hanno dei bambini piccoli.